Luigino Bruni è professore ordinario di Storia del pensiero economico presso l’Università Lumsa di Roma. Coordinatore del progetto Economia di Comunione del Movimento dei Focolari, scrive su diverse testate giornalistiche, tra cui Avvenire. È uno dei fondatori della Scuola di Economia Civile di Loppiano e si interessa in particolare di etica economica. Per Ecra ha pubblicato “Lessico del ben-vivere sociale” (2014), “Il Bel Paese. Patrimoni Unesco e banche di comunità” (2018) e, con Leonardo Becchetti e Stefano Zamagni, “Taccuino di economia civile” (2016), “Economia civile e sviluppo sostenibile” (2019). Ha curato “Pensare il domani. Undici dialoghi di Economia Civile ai tempi del Covid-19” (2020) e con Maria Beatrice Cerrino “Quando il credito odorava di grano” (2026). Per Ecra, in coedizione con Città Nuova, assieme a Stefano Zamagni ha curato il “Dizionario di Economia Civile. Nuovi sviluppi” (2024).
https://www.youtube.com/watch?v=wSz2u3K-oHo "L’inclusione, il dialogo, il pluralismo sono caratteri distintivi dell’economia civile perché sono i caratteri dell’Umanesimo europeo, dove la democrazia e il mercato sono emersi come frutto maturo di una convivialità delle diversità […]. Per l’economia civile, infatti, il fine da perseguire è quello di chiedere al mercato non solo di produrre ricchezza, ma anche di porsi al servizio dello sviluppo umano integrale, di uno sviluppo che tenga in armonia tre dimensioni: quella materiale della crescita, quella socio-relazionale, quella spirituale". Dalla introduzione di Luigino Bruni e Stefano Zamagni
Il volume inaugura la prima collana dedicata all'Economia Civile con gli scritti di Stefano Zamagni, Luigino Bruni e Leonardo Becchetti, che hanno riscoperto e diffuso il pensiero di Antonio Genovesi. Lo studioso campano oppose all'economia dell'homo oeconomicus, tutto razionalità e consequenzialità, formulata dallo scozzese Adam Smith, una teoria economica (definita poi Economia Civile) fondata su tre pilastri: la fiducia, la mutualità o reciprocità, la felicità pubblica. Tre elementi piantati nella tradizione dei classici e nell'insegnamento cristiano delle virtù civili, del bene comune, dell'equilibrio tra sfera individuale e sfera sociale.
“Da questa pandemia, in Italia, usciremo con una visione più positiva degli esseri umani. Non siamo solo evasori fiscali e mafiosi. Siamo stati capaci di stare mesi dentro casa, di rispettare le norme: per paura (Hobbes), ma forse anche per virtù (Genovesi), forse anche per amore degli anziani e dei più fragili. Non lo dimentichiamo”. Dalla presentazione di Luigino Bruni
https://youtu.be/UByirT7z5gs “La storia del credito, della banca e della finanza italiana è molto più ricca e antica di come in genere ci viene narrata dai libri di storia economica. Anche la finanza etica, sociale, civile e cooperativa non è solo il frutto del movimento europeo di fine ’800, le sue radici sono molto più profonde, ricche, umili”.
Becchetti, Bruni e Zamagni, animatori della cosiddetta “economia civile” e docenti presso la SEC - Scuola di Economia Civile di Loppiano che vede Federcasse fra i soci fondatori, spiegano come l’attuale modello di capitalismo, caratterizzato dalla crescita delle diseguaglianze sociali, non è più sostenibile. Occorre ridisegnare le regole del gioco, studiando un modello economico diverso, in cui non ci sono solo le istituzioni e il mercato, ma anche cittadini/consumatori consapevoli e imprese che creano valore aggiunto e lo ripartiscono in modo equo tra i portatori di interesse. E dove il Credito Cooperativo può svolgere un ruolo primario col suo modo “differente” di fare banca.


