femminile

  • Un giudizio di Benedetto Croce Quanta abbondanza di pensieri e di affetti nei libri di Neera! A lei bastava aprire le chiuse dell’anima perché ne prorompesse un’onda copiosa e calda, che non s’inaridiva mai.
  • Una fra tante

     10,50
    Pubblicato nel 1878 dalla Società editrice partenopea, il romanzo di Emma (pseudonimo di Emilia Ferretti Viola) suscitò scandalo per le sue critiche al “Regolamento Cavour” che disciplinava l’attività nelle case chiuse.
  • Ambientato alla fine dell’800 nelle risaie della pianura Padana, Un matrimonio in provincia di Maria Antonietta Torriani (nota con lo pseudonimo di Marchesa Colombi) è un romanzo psicologico e una delle primissime testimonianze di denuncia sociale della condizione femminile dell’epoca.
  • Teresa

     12,50
    Scritto nel 1886, è il primo romanzo di Neera (pseudonimo di Anna Radius Zuccari) della “Trilogia della donna giovane” composta, inoltre, da Lydia (1887) e L’indomani (1889).
  • Ambientato in Inghilterra, il romanzo di Annie Vivanti narra la tragica storia di Mysotis e Leslie, due innocenti sorelle di provincia invitate da Lady Randolph nella sua lussuosa casa londinese. Un atto di generosità che in realtà ha come fi ne quello di attirare le due giovani in una trappola. Diventano così ostaggio per il diletto degli ospiti di Lady Randolph, tormentati dalla noia del vivere e succubi di droga e alcool. Un romanzo dai toni forti, in cui l’autrice denuncia la società infetta e corrotta del primo dopoguerra.
  • Pubblicato a puntate fra il giugno 1917 e l’aprile 1918 su La Lettura del Corriere della Sera, il romanzo è considerato dalla critica fra le migliori opere della prima produzione letteraria della Deledda.
  • Pubblicato nel 1914 dalle Edizioni Treves, è uno dei romanzi meno conosciuti di Grazia Deledda ma, non per questo, “marginale”.
  • Il volume di Maria Messina fu pubblicato nel 1921 da Treves per poi cadere, come l’autrice, nell’oblio. La riscoperta avviene negli anni Ottanta, grazie a Leonardo Sciascia che accostò gli scritti della Messina a quelli di Pirandello.
  • La ballerina

     13,00
    “Così cominciava, nella notte d’inverno, la veglia funebre di Ferdinando Terzi conte di Torregrande, nella lurida stanza della Pension Suisse, fra il sangue del suicidio, assistito dal pianto, dai singulti, dalle interrotte parole di amore e di dolore di Carmela Minino, ballerina di terza riga, al teatro San Carlo.”
  • Pubblicato nel 1911, il romanzo di Eugenia Codronchi Argeli (nota con lo pseudonimo di Sfinge) fu uno dei primi volumi della casa editrice milanese Selga (acronimo di Società Editrice La Grande Attualità), fondata da importanti uomini d’affari e politici dell’epoca.
  • Ultimo romanzo (1928) di Maria Messina, scrittrice siciliana stimata da Giovanni Verga, è considerata la sua opera più intensa.
  • In risaia

     11,00
    Romanzo psicologico, ambientato alla fine dell’800 nelle risaie della pianura Padana. Lo scritto di Maria Antonietta Torriani (nota con lo pseudonimo di Marchesa Colombi), è una delle primissime testimonianze di denuncia sociale della condizione femminile dell’epoca.
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