Ripercorrere con lo scrupolo di cui può essere capace un’insegnante è una fatica non da poco, tant’è che, dopo La valle dei Giusti e dei Salvati aveva giurato a se stessa che l’opera sarebbe rimasta un unicum. Invece, fortunatamente, alla passione non si comanda, e a distanza di cinque anni abbiamo un’altra, per certi versi sorprendente, pagina di storia glocal, in quanto è sì locale, ma anche globale, perché assume un respiro attraverso cui passano, come tante immagini sovrapposte, le vicende internazionali di quegli anni. […] Per accendere i riflettori su una tragedia, però, è inoltre necessario entrare nella storia di quegli anni, riportando così alla luce un momento di grande floridezza, di cui rimane ben poco, anche se oggi c’è una comunità che si sta ancorando a quelle poche tracce per restituire dignità al paese e alla sua storia. Emergono particolari non da tutti conosciuti, quali l’intervento della Montecatini a Bellisio, con una serie di iniziative economiche e non che alzarono notevolmente il tenore di vita nella zona. E poi, comincia la “radiografia” dell’Operation Order n. 390, con documenti, testimonianze, una meticolosa raccolta di elementi che entreranno a pieno diritto nei libri di storia, non solo locale. Dalla prefazione di Vincenzo Varagona